La trasformazione digitale del marketing:
e se smettessimo di tirarcela?

 

Quando si parla di marketing digitale, si entra in un terreno minato. Perché, credetemi, alcune persone (tra cui i media specializzati) lo rendono volontariamente molto complicato, trovando nuove espressioni ogni 2 per 3. È sconcertante: sembra una cosa da iniziati, che potrebbe anche giustificare dei compensi consistenti!

 

Eppure, il marketing si basa su principi semplici (addirittura puerili) e la sua trasformazione digitale è una questione di logica. Il talento, nel marketing, non sta nell’uso di scintillanti anglicismi, ma nella creatività del marketer e nella sua ingegnosità nel trasmettere il messaggio.

 

Per noi di Videotelling, un esperto è una persona abbastanza intelligente da essere in grado di spiegare a un bambino di 8 anni, in termini semplici, ciò che fa. Allora, che cos’è la trasformazione digitale del marketing?

trasformazione digitale del marketing


La nascita del marketing digitale


 

Internet è nato nel 1991. In realtà, non è esattamente così. Internet è nato negli anni ’60, ma all’inizio era utilizzato solo dall’esercito statunitense. Il World Wide Web (tradotto: la rete internazionale), le famose 3 W, è arrivato nei primi anni ‘90. Ha sconvolto il mondo della comunicazione, del sapere, del commercio… In effetti, tutti i campi immaginabili.

 

Nel marketing, è stata una rivoluzione. Internet, infatti, abolisce il tempo. Consente l’accesso in tempo reale a filmati, e-book, documenti informatici, ecc. Ci stiamo avvicinando all’istantaneità. Salvo per il fatto che, se si ordina un articolo, serve il tempo per la consegna. L’abolizione del tempo significa anche servizi e-commerce aperti 24 ore su 24, 7 giorni su 7.

 

Internet abolisce anche lo spazio. Potenzialmente, il mondo intero può accedere al tuo negozio virtuale. Non sei limitato dal mercato nazionale. Non comunichi solo con i tuoi connazionali. Ciò che pubblichi sul web può andare oltre le tue aspettative.

 

Con gli smartphone, Internet diventa mobile. Chiunque può connettersi ovunque vuole, ogni volta che vuole (purché ci sia campo!).

 

Nascono quindi nuovi modelli di consumo. In primo luogo, il cliente digitale può fare ricerche approfondite con pochi clic. Può passare da un e-shop a un altro in un batter d’occhio. Può anche utilizzare i comparatori di prezzi. Ha maggiore accesso alle informazioni. Il cliente digitale dà anche la sua opinione e può influenzare la sua comunità diventando ambasciatore di un prodotto o di un servizio, o dare ampio eco alla sua insoddisfazione. Partecipa alla vita dei marchi.

 

Uno studio effettuato dall’IFOP a marzo 2015 rivela che:

 

  • L’84% dei francesi acquista on-line e il 90% cerca on-line prima di acquistare in un negozio fisico.
  • Il 64% degli intervistati francesi dichiara di utilizzare gli smartphone nei negozi.
  • Il 21% degli utenti dei social network francesi ha già effettuato un acquisto su o da essi.

 


Lost in digital transformation


 

La trasformazione digitale del marketing è questa evoluzione che nasce dalle nuove abitudini di consumo. Ma da qui, nascono un sacco di parole strane. Per scimmiottare l’uberizzazione del mercato o la netflixizzazione dei media, osserviamo un’anglicizzazione del linguaggio! Per non rimanere “lost in translation”, ti consiglio di leggere l’articolo “Parli marketing digitale?“.

 

Innanzitutto, sono nati nuovi canali di vendita: c’è l’e-commerce, ma anche i mercati (o marketplace) come eprice.it, Amazon, ibs.it, ecc. Ci sono anche i social network. Questi sono il luogo di scambio con la comunità. I brand hanno allestito newsroom per i social media, sale stampa dedicate al monitoraggio e alla creazione di contenuti per i loro account social. Un cliente invia un tweet incendiario perché è insoddisfatto del servizio ricevuto? È un’opportunità per il marchio di proporgli un’offerta, un risarcimento e di trasformare la cattiva pubblicità in buona pubblicità. Ma è fondamentale reagire rapidamente.

pube internetInoltre, i marketer hanno a disposizione nuovi strumenti di distribuzione: e-mail, banner, spazi pubblicitari virtuali. Questo è il regno della pubblicità programmatica, il nuovo eldorado. È anche quello della marketing automation. Grazie a una migliore gestione dei dati (i famosi big data), è ora possibile personalizzare meglio le offerte. Quindi, più il cliente naviga sul web, meglio lo conosciamo e più possiamo indirizzare gli annunci pubblicitari che lo riguardano. La trasformazione digitale del marketing implica che l’azienda acquisisca nuove competenze come quella del data miner o del data scientist per fare un uso migliore delle informazioni.

 

Infine, vi sono nuove tecniche che consentono di conquistare i mercati e di raggiungere tassi di crescita vertiginosi. Si tratta della famosa user experience o UX. Con la semplificazione delle transazioni, resa possibile da Internet, le piattaforme di contatto cliente-commerciante hanno cambiato le carte in tavola. La trasformazione digitale è caratterizzata dalla dematerializzazione degli scambi. Non c’è più bisogno di punti vendita sparsi sul territorio, di agenzie o d’insegne. A meno che…

 

anime videoE ora ti svelo il nostro segreto: curiamo il supporto, aggiungendovi l’animazione, un design elegante e uno scenario dettagliato, ma prestiamo anche particolare attenzione al contenuto. Ci assicuriamo di definire attentamente ogni termine tecnico, dato che è la più basilare delle regole didattiche. Se il messaggio è comprensibile, si dà il massimo della chiarezza alla formazione, consentendo allo studente di assimilare completamente i concetti.

 


Niente di nuovo sul fronte occidentale: il phygital


 

Malgrado un forte aumento della nomenclatura del marketing, va detto che i problemi rimangono essenzialmente gli stessi. Dobbiamo sempre fare analisi di mercato, studi sui bisogni, segmentazioni rilevanti, un buon posizionamento. In pratica, ciò che è cambiato sono determinate pratiche e alcuni strumenti. E anche se questi strumenti costituiscono una piccola rivoluzione, a volte è necessario rimanere umili. Google faceva la parodia in una pubblicità degli ordini on-line o come si arriva all’abbandono dei carrelli.

 

 

Oltre a questo, una delle principali tendenze attuali è (attenzione altra parola strana) il phygital. Che cos’è? È la collisione tra fisico e digitale, ovvero il ritorno della e-economy a punti vendita fisici. Amazon ha lanciato Amazon go lo scorso anno, il supermercato versione digitale. Si attiva il carrello passando lo smartphone su un terminale e poi si può fare la spesa. Gli alimenti scelti sono automaticamente aggiunti al carrello. Niente casse, niente code, una volta finito si esce. Il totale degli acquisti viene automaticamente detratto dal proprio account.

 

Lo studio condotto dall’IFOP a marzo 2015 ci dice anche che:

 

Il 68% dei consumatori francesi è pronto a ricevere buoni sconto personalizzati o offerte speciali sul proprio smartphone quando si trova in negozio.

 

“Il negozio non è morto, ma ha bisogno di cambiare, di essere più flessibile, più digitale e più connesso alla vita dei consumatori”, ha spiegato Vincent Druguet, responsabile marketing di Digitas in Francia.

 

Phygital alla fine significa prendere il meglio di entrambi i mondi e fornire quindi la migliore esperienza utente possibile. Il progresso legato alla trasformazione digitale del marketing non sta nell’aumento della nomenclatura, ma nel miglioramento del servizio al cliente. Come anche in una migliore gestione dei dati per fornire offerte personalizzate.

 

Se stai cercando una buona agenzia di comunicazione o un buon marketer, li riconoscerai dal linguaggio che usano: usano le stesse parole che usi tu, parole semplici.