Acquerello/tecniche su carta…

Per definizione, la whiteboard animation (o animazione su lavagna bianca) viene fatta con un pennarello su una superficie cancellabile. Videotelling rivoluziona il concetto di whiteboard animation, sviluppando le tecniche su carta. 3 nuove tecniche da scoprire: l’acquerello, la china e il pennarello.

 

 

L’acquerello: la leggerezza e la trasparenza dei colori liquidi

Nell’acquarello, il gioco tra quantità di acqua e concentrazione di pigmento dà vita a questo risultato così caratteristico, a questi colori diafani. La carta bianca viene applicata su una tavola di legno liscio. Il foglio viene umidificato, quindi steso e fissato alla tavola con strisce di nastro gommato (un rotolino di carta che diventa appiccicoso quando viene bagnato). Inumidendo il foglio, si assicura una buona distribuzione dei pigmenti. Si inizia dal disegno, definendone i contorni. L’artista può quindi applicare sui motivi del disegno la gomma da mascheratura, con il pennello. Questa gomma proteggerà i motivi durante l’applicazione dei colori di sfondo.

 

 

 

Si applicano poi i colori sul foglio. I pigmenti si diffondono sulla carta umida, dando un effetto sfocato. Per lavorare i dettagli più minuti, l’acquerellista attende che il foglio sia asciutto. Quindi utilizza un pennello sottile e poco inumidito. Innanzitutto, rimuove la gomma da mascheratura, raschiando la carta con il dito. Per creare le sfumature, utilizza ancora una volta un pennello più spesso, carico di acqua. La forza dell’acquerello sta paradossalmente nella morbidezza della resa, nella dolce vellutatezza dei colori.

L’acquerello è una tecnica grafica unica, caratterizzata dall’aspetto vellutato e dalla trasparenza dei suoi colori liquidi.

 

Videotelling innova e reinventa la whiteboard animation. Ebbene sì: a volte abbandoniamo pennarello e lavagna bianca per darci a pennello e carta. A forza di frequentarli, gli artisti della nostra vasta comunità di illustratori ci hanno influenzato. Anche se il forte gusto per gli stili visivi innovativi faceva già parte del nostro DNA.

 

Come si ottengono questi colori diafani? La tecnica richiede di inumidire un foglio di carta a grammatura pesante, dopo averlo posizionato su una tavola di legno liscia. Inumidendo il foglio, si assicura una particolare distribuzione dei pigmenti.

 

Si inizia dal disegno, definendone i contorni. Poi si applicano i colori. Si utilizzano dei pennelli molto sottili, poco inumiditi, per definire i dettagli. Per creare le sfumature, invece, si utilizzano dei pennelli più spessi, carichi di acqua.

 

Questa è senza dubbio una scelta di eleganza artistica. Visivamente straordinario, un video esplicativo in acquarello comunica un’immagine moderna, all’avanguardia di ciò che offrono le nuove tecnologie. E, allo stesso tempo, rientra in una tradizione artistica, che richiama il patrimonio culturale della Francia.

 

 

La china:
tra luce e ombra, il tratto che dà rilievo al disegno

L’utilizzo della china rappresenta una sorta di ritorno alle origini. Viene infatti utilizzata da millenni per scrivere e disegnare. Si tratta di un inchiostro di un nero intenso, a base di fuliggine di pino e gommalacca (resina derivante dalla secrezione di un tipo di grande cocciniglia). La china richiede sicurezza nel tratto poiché, una volta asciutta, è indelebile. E si asciuga abbastanza rapidamente.

 

Il vantaggio di questa tecnica è quello di poter giocare sullo spessore del tratto, che può essere molto leggero o più spesso (a seconda della pressione e della punta del pennino/pennello), nonché sulle sfumature di grigio, utilizzando la china pura o diluita. Permette anche di realizzare dei sottili tratteggi per le ombre, per dare volume agli oggetti disegnati. Si ottengono quindi lievi contrasti che danno al disegno una consistenza unica.

 

Oggi esistono dei pennarelli alla china, estremamente pratici, e dei pennelli alimentati a cartuccia. Esiste anche la china colorata, per dare un tocco di calore e allegria. La precisione del tratto, le sue linee sottili, le sfumature, il gioco sui volumi, sono altrettanti punti di forza di questa antica tecnica, che oggi trova un nuovo impiego!

 

 

I pennarelli: la scelta del colore

All’inizio, la punta dei pennarelli era in feltro, mentre oggi è spesso in fibra sintetica. Il principio resta comunque lo stesso: la punta è collegata a una camera stagna, contenente un liquido colorato che imbeve la punta del pennarello. In questo modo, è possibile stendere il colore sulla carta.

 

Nel disegno con il pennarello, la scelta della carta è importante. Per i pennarelli a base alcolica esiste un’apposita carta, molto sottile ma trattata chimicamente per impedire al colore di trapassare il foglio. Il pennarello permette di ottenere un tracciato netto e un riempimento senza sbavature. La predominanza del colore dà vita e calore a questa tecnica.